Scrittur-Abile

ottobre 14, 2009

Le redazioni pericolose

Filed under: Comunicazione — elisaeffe @ 10:10 am

Il titolo è corretto: non si tratta di relazioni, ma di redazioni. Proprio quelle dei giornali!

Le redazioni pericolose di Chiara Forti è un libro che ti fa entrare dentro la vera redazione.
Basta pensare che il sottotitolo è: Come fare la giornalista e vivere infelicemente.
Mentre lo leggevo mi veniva in mente Il mondo deve sapere di Michela Murgia, ma lì eravamo in un call center.

Quello che spaventa del libro è che è vero, anche se sembra di stare in un girone dantesco.
Una vita da scrivania, taglia e cuci, meccanizzata. Ebbene sì il lavoro mentale è diventato un ingranaggio.
Che ti stritola. Guai a mostrarsi fragili, sensibili o peggio ancora essere etichettati come “lenti” e “non bravi”.
Il sentimento è un lusso che non ti puoi permettere, almeno quanto leggere un giornale in redazione.

Un mondo di precari, di instabilità psicologica, di mobbing dove rischi di essere un outsider, border line.
Sul bordo del precipizio. Perché a prevalere è la competitività e la cultura diventa una merce.

settembre 17, 2009

L’e-mail vale ancora?

Filed under: Comunicazione — elisaeffe @ 2:19 pm

Molto direi. Saper scrivere bene un’e-mail è fondamentale e decisivo per stabilire un contatto.
Ti mette in relazione diretta con il tuo interlocutore. Ci parli a tu per tu.

L’e-mail è uno strumento intimo e riservato, da condividere.
Molto diverso che un anonimo post su Facebook o un banner. Quell’e-mail, nome e cognome, è solo per te.

Un po’ come scrivere una vecchia lettera: trasmette la volontà e lo sforzo di comunicare al singolo.
Di certo non deve essere anonima.

Trovo utile a questo proposito il post di Remarkablogger (Michael Martine). In inglese.
Spiega perché usare l’e-mail marketing come mezzo di comunicazione e con quali accorgimenti.

settembre 14, 2009

Quando nasce l’idea

Filed under: Comunicazione — elisaeffe @ 4:52 pm

Nasce l’idea.

La coccoli.

La prendi per mano.

La alimenti di nuove sostanze.

La vedi muovere i primi passi.

Spalanca gli occhi sul mondo.

Diventa forte e decisa.

È utile agli altri e crede in valori concreti.

Ama divertirsi.

Racconta la propria storia agli altri.

 

Lasciala libera di crescere, sostienila e credi in lei. Racconta al mondo i suoi lati migliori, con un pizzico d’ironia.
Tutti la conosceranno e apprezzeranno. Persino nei suoi nei.

agosto 24, 2009

Chi ci salva da giornale e tg?

Filed under: Comunicazione — elisaeffe @ 2:14 pm

Il nostro senso critico e un’alfabetizzazione all’informazione.
Così Le notizie hanno le gambe corte di Claudio Fracassi ci dà gli strumenti,
per difenderci dall’invasione del virtuale sul reale.

Tutto ciò che sentiamo e leggiamo, quella babele o meglio marmellata di informazioni,
non è lo specchio della realtà, non sono i fatti, ma le notizie. Selezioni e rielaborazioni di ciò che accade.
Sono le fonti le vere padrone dell’informazione e i giornalisti per lo più fanno lavoro da impiegati.
Finita l’era dell’inchiesta e dell’inviato, è la scrivania l’avventura quotidiana del giornalista.
E gli strumenti sono comunicati stampa, interviste pilotate, virgolettati. Il tutto nella totale omologazione.

Quante volte vi sarà capitato di sentire o leggere la stessa notizia in tutti i canali o giornali? Sono le fonti.
Questo non vuol dire che giornalismo stampato, televisivo e informatico siano da abolire,
ma che vanno presi con le dovute pinze!

Perciò, avere sempre la consapevolezza che è un punto di vista parziale e chiedersi:
“a chi giova?”. L’esperienza non è mai diretta ma sempre filtrata.

Guardarsi anche dai titoli e non prenderli sul serio.

Nel “cimitero delle notizie”, le storie non hanno fine nè inizio, sono stralci e tutto è uno slogan:
pubblicità e informazione, spettacolarità e pettegolezzo, dove non mancano mai le opinioni degli “esperti”.
A volte, delle vere e proprie favole e notizie irreali diventano realtà.

Nemmeno l’informazione via internet ne è esente, per quanto più obiettiva,
anzi ha contribuito ad aumentare il gap informativo già esistente tra Paesi ricchi e poveri.

Alcuni spunti di un libro che merita di essere letto.

agosto 20, 2009

Capiamoci

Filed under: Comunicazione — elisaeffe @ 4:02 pm

L’incomprensione è la norma. Capirsi l’eccezione.
Quando spediamo i pacchetti d’informazioni agli altri il più delle volte
o non sono arrivati o arrivano sbagliati. Un po’ come un pessimo corriere espresso.

Funziona così, ogni giorno. Tanto che quando sei in sintonia con qualcuno esulti di gioia.

Il libro Farsi capire di Annamaria Testa mi è servito per riflettere sulla comunicazione,
quella professionale e quella di ogni giorno. Sempre più complicata.
Nonostante sia allergica al nozionismo (che non mi aspettavo da questo testo),
ho trovato alcuni spunti da cui partire per pensarci un po’ su.

Comunicare è comunicare con qualcuno: stabilire una relazione aperta che tiene conto del destinatario.
(Sembra scontato, ma purtroppo spesso cade nel dimenticatoio l’altra metà della mela)

Il testo va integrato nel contesto, che dà senso alla comunicazione.

Non solo il contenuto, ma anche la forma (colore, caratteri, immagini) e il modo di comunicare
sono decisivi per la comprensione.

Rileggere spesso ciò che si scrive, anche dal punto di vista dell’interlocutore.
Il testo va scritto e ascoltato come fosse l’esecuzione di un brano musicale.

Nella rilettura bisogna prestare attenzione a:

  • trappole ortografiche (controllare nel vocabolario)
  • parole inutili (tagliare le frange di troppo)
  • punteggiatura (dare il ritmo e le giuste pause)
  • figure retoriche (usarle in modo appropriato)

Prima di tutto alla base ci va un progetto,
ordinato (sommario per punti) in una scaletta (provata e modificata secondo il caso),
con in mente sempre un chiaro obiettivo.

Il testo (scritto o orale) deve quindi essere:

  • pertinente
  • informativo quanto basta
  • vero
  • breve, ordinato e non ambiguo

Un pizzico di emozioni, infine, non guastano, anzi creano una maggiore impressione nella memoria.

“Prima di parlare, bisogna ascoltare. Per farsi capire è indispensabile, prima, capire”.

“Se ascolto, dimentico. Se vedo, ricordo. Se faccio, capisco” (Lao Tzu)

Ho riportato queste due citazioni dal libro perché le trovo significative e voi che ne pensate?

Su tutto una cosa è certa e sono d’accordo in pieno con l’autrice:
ci vuole buonsenso e la creatività va sempre stimolata (mai frenata).

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