La cercavo ovunque
incapace di sapere dove trovarla
in un amore ideale
nel lavoro perfetto
in un successo apprezzato
affannosa ricerca senza frutto
incapace di apprezzare le piccole cose
bloccata dal passato in una visione del futuro
la felicità è il mio presente.
novembre 9, 2011
Disperata ricerca della felicità
novembre 8, 2011
È come partorire
Come vola il tempo con i piccoli! E il proposito di scrivere ogni giorno salta!
Così resto sempre più indietro con gli aggiornamenti.
Parto dalla gravidanza quando sono già 8 mesi che è nato.
Sono passate le vomitate, l’acne (o quasi, per quella mi rassegno),
l’acidità di stomaco e ti ritrovi una notte nel letto di un ospedale a partorire in ginocchio.
Due ore per trovartelo tra le braccia con gli occhi spalancati a dirgli amore.
Alcuni punti dolorosi, com’è logico, perché il braccino era messo male
e poi i giorni in ospedale a coccolartelo, per ripiombare nella vita reale.
Un’amica mi ha detto: ti mandano a casa con il pacchetto senza darti le istruzioni.
Proprio vero. Durante la gravidanza ti immagini mille cose, però lontane dalla realtà.
Il parto: ne avevo il terrore. Passi il mese precedente a contare le settimane e poi i giorni.
Pensi quando nascerà. Prima, puntuale, in ritardo.
Ogni momento potrebbe essere quello buono.
Chissà che dolori, chissà quanto tempo, epidurale? E se mi capita il cesareo?
Invece è un male che si dimentica.
Fanno più male il ricordo dei punti, delle emorroidi o della mastite piuttosto.
E se lo dice una fifona come me c’è da crederci.