Un termine considerato negativo, invece tutto da rivalutare. L’arte della parola.
Anzi L’arte di avere sempre l’ultima parola: il libro di Jay Heinrichs porta in auge la retorica.
Un’abilità che ha radice antiche, pensiamo ai tempi di Aristotele e Cicerone, ma che continua a incantare:
dai discorsi dei grandi presidenti a quelli dei cartoni animati come I Simpson.
Con esempi esilaranti, seri e di effetto, l’autore spiega, racconta e diverte. Un esempio di didattica
informativa e di intrattenimento, consigliata per insegnanti, genitori, comunicatori in genere.
Per darti un assaggio, ti riassumo alcuni punti, anche se sono convinta che merita la lettura completa.
Stabilire i tuoi obiettivi e il tempo dell’argomentazione.
Scegliere se puntare su carattere (ethos), logica (logos) o emozione (pathos),
a seconda del caso (anche tutte e tre insieme).
Assicurarsi che tempistica e mezzo siano corretti per il tipo di argomentazione.
Lo schema di Cicerone per un discorso è:
- introduzione
- narrazione
- divisione
- dimostrazione
- confutazione
- conclusione
Quando discuti di scelte, il tempo corretto è il futuro. Il tema centrale è ciò che è vantaggioso per chi ascolta.
I tre tratti principali del carattere sono: virtù, saggezza pratica e disinteresse.
Utilizzare le figure retoriche.
La tecnica della concessione: usare gli argomenti dell’avversario a tuo vantaggio.
I 5 sensi sono la chiave per raggiungere chi ascolta:
- la vista riguarda pathos ed ethos
- l’udito è il senso più logico
- l’olfatto, il gusto e il tatto sono quasi del tutto emotivi
Quando si pronuncia un discorso è fondamentale: controllare che la voce sia abbastanza forte per il luogo,
concentrarsi sulle espressioni del viso (chiave di lettura sono gli occhi) ed evitare di gesticolare troppo.
Per qualche spunto il blog di Heinrichs.