Il bianco della neve che illumina il cielo grigio sulle montagne.
Una spruzzata di zucchero a velo dolce e impalpabile.
novembre 13, 2009
Pura poesia
novembre 9, 2009
Retorica al cinema
Un esempio molto carino di applicazione retorica è il film
Thank you for smoking di Jason Reitman, dove protagonista è l’arte della persuasione.
Come un lobbista può difendere anche le indifendibili multinazionali del tabacco.
http://www.foxsearchlight.com/thankyouforsmoking/ Sito ufficiale
http://it.wikipedia.org/wiki/Thank_You_for_Smoking Wikipedia
http://www.youtube.com/watch?v=iBELC_vxqhI Youtube
Retorica
Un termine considerato negativo, invece tutto da rivalutare. L’arte della parola.
Anzi L’arte di avere sempre l’ultima parola: il libro di Jay Heinrichs porta in auge la retorica.
Un’abilità che ha radice antiche, pensiamo ai tempi di Aristotele e Cicerone, ma che continua a incantare:
dai discorsi dei grandi presidenti a quelli dei cartoni animati come I Simpson.
Con esempi esilaranti, seri e di effetto, l’autore spiega, racconta e diverte. Un esempio di didattica
informativa e di intrattenimento, consigliata per insegnanti, genitori, comunicatori in genere.
Per darti un assaggio, ti riassumo alcuni punti, anche se sono convinta che merita la lettura completa.
Stabilire i tuoi obiettivi e il tempo dell’argomentazione.
Scegliere se puntare su carattere (ethos), logica (logos) o emozione (pathos),
a seconda del caso (anche tutte e tre insieme).
Assicurarsi che tempistica e mezzo siano corretti per il tipo di argomentazione.
Lo schema di Cicerone per un discorso è:
- introduzione
- narrazione
- divisione
- dimostrazione
- confutazione
- conclusione
Quando discuti di scelte, il tempo corretto è il futuro. Il tema centrale è ciò che è vantaggioso per chi ascolta.
I tre tratti principali del carattere sono: virtù, saggezza pratica e disinteresse.
Utilizzare le figure retoriche.
La tecnica della concessione: usare gli argomenti dell’avversario a tuo vantaggio.
I 5 sensi sono la chiave per raggiungere chi ascolta:
- la vista riguarda pathos ed ethos
- l’udito è il senso più logico
- l’olfatto, il gusto e il tatto sono quasi del tutto emotivi
Quando si pronuncia un discorso è fondamentale: controllare che la voce sia abbastanza forte per il luogo,
concentrarsi sulle espressioni del viso (chiave di lettura sono gli occhi) ed evitare di gesticolare troppo.
Per qualche spunto il blog di Heinrichs.
novembre 6, 2009
novembre 5, 2009
Scrittura visiva per il web
Siamo lanciati verso i nuovi media: video, immagini, social network. Siamo multimediali.
Siamo avanti. Macchè! Siamo ancora non alla storia, ma alla preistoria del web.
Mi pare strano sentire parlare di nuova comunicazione, quando la maggior parte dei siti è inguardabile e,
quindi, illeggibile.
Perciò ho pensato di rispolverare alcune nozioni base della scrittura per il web,
che deve essere prima di tutto leggibile, quindi visibile e usabile da chi legge.
Inutile dire: “tanto noi un sito lo abbiamo già”, quando questo è inusabile.
Sarebbe come dire che tanto ho la vetrina del negozio e poi chi passa non vede nessuno dentro,
solo manichini nudi e vestiti vecchi. Anche l’occhio vuole la sua parte, soprattutto vuole essere rispettato.
Perciò pensiamo al sito come fosse un luogo anche se virtuale.
Primo. Il rapporto di colori tra testo e sfondo.
Eleganza è armonia tra immagini, sfondo e testo. Siti con sfondo nero (che la pece impallidisce a confronto)
non sono affatto eleganti, se poi non si legge il testo tinto di grigio o bianco luminoso.
Secondo. Il carattere del testo. Meglio di tutto il Verdana, o comunque caratteri leggibili in tutti i browser.
A dimensioni accettabili, di non doversi munire di lente di ingrandimento o microscopio.
Evitare frasi intere scritte in corsivo, o grassetto o stampatello. Diventano illeggibili.
Piuttosto dosare il corsivo per citazioni e titoli, il grassetto per evidenziare le parole importanti,
mentre lo stampatello è da evitare in tutti i casi.
Terzo. Lo spazio del testo. Tra un paragrafo e l’altro lasciare una riga bianca. Crea una sensazione di leggerezza,
al posto di un muro di parole fitte fitte.
Quarto. Lo scrolling del sito. Evitare al massimo grado i fastidiosi frame con doppio scrolling del sito.
Meglio mostrare tutto il testo, invece di nasconderne parte e costringere le persone a leggere in uno spazio
minuscolo, andando su e giù con invisibili barre verticali.
Quinto. La lingua da utilizzare. L’italiano. Non si è affatto internazionali, quando esibiamo due o tre parole,
qua e là, in inglese del tipo: know-how, leader, partnership, about us, mission e così via.
Meglio piuttosto scrivere in un italiano corretto e dare la possibilità agli utenti stranieri di scegliere la lingua,
magari non solo inglese, anche francese, tedesco, spagnolo, cinese e quella di tutti i potenziali utenti del sito.
NB: Ci sono parole comuni che usiamo, come link, news, computer che ormai abbiamo assorbito.
Poi, ci sono tutta una serie di elementi da considerare. Realizzare il sito perfetto è impossibile.
Quando però diamo un servizio a chi ci legge, siamo disponibili, aperti al dialogo, onesti, trasparenti,
abbiamo un sito che non sarà impeccabile ma di certo usabile e, magari perché no, riusabile.
novembre 2, 2009
Cornetta marketing
La top ten delle risposte, quando cerchi di proporre la tua professionalità a qualcuno:
- Fuori ufficio
- Impegnato con clienti
- In riunione
- Provare a richiamare tra mezz’ora-un’ora-nel pomeriggio-domani
- Per ora no
- Non ci interessa
- Non sono la persona giusta con cui parlare
- Richiamare tra due settimane
- Ne riparliamo tra alcuni mesi
- Numero inesistente-sempre occupato-non risponde mai nessuno