Il titolo è corretto: non si tratta di relazioni, ma di redazioni. Proprio quelle dei giornali!
Le redazioni pericolose di Chiara Forti è un libro che ti fa entrare dentro la vera redazione.
Basta pensare che il sottotitolo è: Come fare la giornalista e vivere infelicemente.
Mentre lo leggevo mi veniva in mente Il mondo deve sapere di Michela Murgia, ma lì eravamo in un call center.
Quello che spaventa del libro è che è vero, anche se sembra di stare in un girone dantesco.
Una vita da scrivania, taglia e cuci, meccanizzata. Ebbene sì il lavoro mentale è diventato un ingranaggio.
Che ti stritola. Guai a mostrarsi fragili, sensibili o peggio ancora essere etichettati come “lenti” e “non bravi”.
Il sentimento è un lusso che non ti puoi permettere, almeno quanto leggere un giornale in redazione.
Un mondo di precari, di instabilità psicologica, di mobbing dove rischi di essere un outsider, border line.
Sul bordo del precipizio. Perché a prevalere è la competitività e la cultura diventa una merce.