Il nostro senso critico e un’alfabetizzazione all’informazione.
Così Le notizie hanno le gambe corte di Claudio Fracassi ci dà gli strumenti,
per difenderci dall’invasione del virtuale sul reale.
Tutto ciò che sentiamo e leggiamo, quella babele o meglio marmellata di informazioni,
non è lo specchio della realtà, non sono i fatti, ma le notizie. Selezioni e rielaborazioni di ciò che accade.
Sono le fonti le vere padrone dell’informazione e i giornalisti per lo più fanno lavoro da impiegati.
Finita l’era dell’inchiesta e dell’inviato, è la scrivania l’avventura quotidiana del giornalista.
E gli strumenti sono comunicati stampa, interviste pilotate, virgolettati. Il tutto nella totale omologazione.
Quante volte vi sarà capitato di sentire o leggere la stessa notizia in tutti i canali o giornali? Sono le fonti.
Questo non vuol dire che giornalismo stampato, televisivo e informatico siano da abolire,
ma che vanno presi con le dovute pinze!
Perciò, avere sempre la consapevolezza che è un punto di vista parziale e chiedersi:
“a chi giova?”. L’esperienza non è mai diretta ma sempre filtrata.
Guardarsi anche dai titoli e non prenderli sul serio.
Nel “cimitero delle notizie”, le storie non hanno fine nè inizio, sono stralci e tutto è uno slogan:
pubblicità e informazione, spettacolarità e pettegolezzo, dove non mancano mai le opinioni degli “esperti”.
A volte, delle vere e proprie favole e notizie irreali diventano realtà.
Nemmeno l’informazione via internet ne è esente, per quanto più obiettiva,
anzi ha contribuito ad aumentare il gap informativo già esistente tra Paesi ricchi e poveri.
Alcuni spunti di un libro che merita di essere letto.